TGLM

TGLM è una residenza articolata su due livelli di circa 200 mq ciascuno, caratterizzata da un’architettura complessa e fortemente segnata dalla geometria originale dell’edificio. I due piani, ruotati sull’asse centrale di 45°, portavano con sé la sovrapposizione di due distinte giaciture strutturali mai entrate in dialogo tra loro, traducendosi in una sequenza frammentata di ambienti passanti e privi di un centro ordinatore.

L’intervento riorganizza radicalmente la distribuzione interna per far tornare lo spazio a “respirare”, lavorando sul ritmo tra pieni e vuoti. A tenere assieme questo sistema complesso è un unico elemento, che si sviluppa in verticale e in orizzontale ricucendo le diverse quote e i volumi dell’abitazione.

Questo dispositivo centrale prende la forma di una grande libreria in ferro grezzo e legno di rovere. L’elemento affonda le sue radici al piano inferiore, prendendo vita all’interno di una vasca verde; salendo verso l’alto, la materia si articola funzionalmente: i piani in rovere della libreria si trasformano nelle pedate della scala, raccordate da un essenziale parapetto in vetro, fino a raggiungere il soggiorno principale, dove la struttura si espande per accogliere al suo interno un grande camino.

Il dialogo con l’ambiente non si arresta all’involucro edilizio. Il giardino di circa 1.000 mq è stato plasmato per modellare l’orografia del terreno, spingere la luce naturale all’interno del piano inferiore e riconnettere visivamente e fisicamente le diverse quote dell’area verde. A segnare questa transizione tra interno e paesaggio interviene una scala monolitica in travertino, che definisce un passaggio tettonico, solido e misurato.

TGLM è un’architettura di connessione: un sistema dinamico dove la materia — il ferro grezzo, il rovere, la pietra e la componente vegetale — risolve la complessità spaziale in un’esperienza abitativa fluida e unitaria.

LS01

LS01 è un micro-interno di circa 40 mq situato a Roma, nel quartiere EUR, all’interno di un edificio degli anni ’60.

Il progetto nasce dall’esigenza di ricavare un piccolo “rifugio” da un immobile di dimensioni più generose, con l’obiettivo di creare uno spazio flessibile, capace di accogliere ospiti e familiari o di trasformarsi all’occorrenza in uno studio privato.

LS01 affronta il tema del ridotto spazio abitativo attraverso la ricerca della continuità e il valore della materia. Il concept annulla le frammentazioni per delineare un unico ambiente integrato, in cui le diverse funzioni convivono in armonia. Elemento catalizzatore del progetto è il pavimento continuo in listelli di teak industriale: una superficie vibrante dai toni morbidi e caldi che ricuce l’intera pianta e accompagna il corpo e la luce senza interruzioni.

L’impianto distributivo lavora attorno alla struttura dell’edificio. L’angolo cottura e il bagno sono stati ricavati inserendosi tra i vincoli delle strutture — tra pilastri e colonne montanti — trovando una collocazione organica che non compromette la fruibilità complessiva dell’ambiente.

L’equilibrio spaziale si gioca sul dialogo tra pieno e vuoto. Sul lato sinistro, una grande parete “tecnica” accoglie in modo integrato i volumi funzionali della cucina e uno spazio appendiabiti, risolvendo le necessità contenitive all’interno di un unico gesto pulito. Questo blocco monolitico si contrappone alla lunga finestra a nastro preesistente, che inonda di luce naturale l’intero volume e ne esalta la trama materica.

LS01 è uno spazio essenziale e misurato: un interno compatto dove materia, luce e ottimizzazione funzionale trasformano il vincolo strutturale in un rifugio urbano riservato e versatile.

BBN

BBN è un percorso nella cultura del paesaggio umbro, un viaggio intimo tra ulivi secolari, rovi di more e gelsi monumentali. Sull’apice di una collina che domina la Valle del Tevere, il casale di circa 700 mq custodisce una memoria antica: posata la prima pietra nel 1750 come rifugio per i viandanti, la struttura si è stratificata nel tempo attraverso annessioni e sovrapposizioni, giungendo a noi come un corpo complesso e frammentato, dai livelli disallineati nella funzione e nel linguaggio.

L’intenzione progettuale persegue la ricostruzione di un “unicum” spaziale e concettuale. Il layout riorganizza i due livelli definendo una gerarchia chiara e misurata: il piano terra — un tempo occupato dalle stalle e dal focolaio domestico — viene restituito all’accoglienza e alla convivialità degli ospiti, mentre il primo piano si raccoglie intorno alla dimensione riservata della vita familiare.

La materia originale diventa l’ossatura narrativa dell’intervento. Le pietre di campo che costituiscono le murature portanti vengono celebrate all’interno, lasciando emergere la loro trama viva, e solo “riordinate” sulle facciate esterne. A pavimento, il calore del legno grezzo si alterna a un cocciopesto profondo, ricavato direttamente in situ dalla frantumazione dei vecchi coppi rinvenuti nel cantiere.

In questo dialogo tra tempo e spazio si inserisce il ferro grezzo, elemento strutturale ed espressivo: si fa architettura nella scala di collegamento verticale, diventa ornamento scultoreo nel camino posto al centro della galleria, e lavora come giunto sottile tra la muratura originaria e la precisione dei nuovi serramenti.

Nel vuoto generato dalle vecchie giaciture del fabbricato si inserisce una lanterna: un volume leggero in ferro e vetro che accoglie una piscina coperta, concepita per aprirsi interamente verso la campagna nei mesi più caldi. Attorno al corpo principale, nuovi volumi discreti integrano il programma funzionale — camere per gli ospiti, una palestra, uno studio e una zona pranzo outdoor —, gravitando attorno alla grande piscina esterna rivestita in pietra scura e legno.

BBN è una tela di ricomposizione e risonanza: uno spazio materico dove la pietra settecentesca, il ferro e l’orografia umbra dialogano in un equilibrio di luce, memoria e continuità paesaggistica.